Antonio e Scipione Salvotti
Rivivono sulla scena al Teatro “Zandonai” di Rovereto le figure storiche di Antonio e Scipione Salvotti
Una pagina di storia del Trentino, collocata nel lasso temporale compreso fra il 1852 e il 1876, sarà fatta rivivere domenica 29 marzo sul palcoscenico del Teatro “Zandonai” di Rovereto. A chiusura del calendario del Festival “Sipario d’Oro”, che a partire dal 13 febbraio scorso ha animato i Teatri della Vallagarina, sarà presentata la nuova produzione Co.F.As. «ANTONIO e SCIPIONE SALVOTTI» realizzata nell’ambito del percorso culturale che vede la Federazione trentina delle Filodrammatiche da sempre impegnata in un progetto culturale teso al recupero della memoria storica.
Realizzato in sinergia con l’Amministrazione comunale di Mori, l’allestimento teatrale nasce da un testo dell’autore roveretano Sergio Tomasoni ed è stato allestito per la regia di Pino Costalunga che ha coinvolto nella messa in scena tredici attori provenienti da nove diverse Filodrammatiche.
Il racconto ci porta negli anni immediatamente successivi al 1848 quando scoppiarono in tutta Europa i moti rivoluzionari che, in gran parte delle Nazioni, sostituirono alle Monarchie assolute le Monarchie costituzionali. Anche l'Impero d'Austria ottenne la sua costituzione, ma nel 1851 l'Imperatore Francesco Giuseppe restaurò però l'assolutismo istituendo, in vece del Parlamento, un ristretto Consiglio dell'Impero, di sua nomina, di cui fu chiamato a far parte il giudice Antonio Salvotti
che si era fatto notare per le sue capacità inquisitorie, ma anche per le doti di umanità e correttezza palesate in occasione dei processi che avevano visto come imputati i patrioti italiani.
È un anno dopo questa nomina, in un momento di vacanza della famiglia Salvotti nella nativa Mori, che inizia il racconto dello spettacolo che si sofferma in particolare sul rapporto del padre Antonio con il figlio Scipione, nato nel 1830, che manifesta invece idee “rivoluzionarie” e che ha sogni di adesione del Trentino all’Italia che si sta formando.
«ANTONIO e SCIPIONE SALVOTTI» ha debuttato nell’ottobre scorso a Mori, ma la resa dello spettacolo era stata condizionata dalla ristrettezza degli spazi della sala “ex Galetèra” dove è stato messo in scena vista l’imprevista indisponibilità del Teatro “Gustavo Modena” del quale inizialmente il Comune aveva garantito l’utilizzo. I movimenti degli attori, così come l’impatto visivo del funzionale impianto scenografico progettato da Andrea Coppi, potranno ora essere adeguatamente valorizzati sul palcoscenico del Teatro “Zandonai”.
«Lo spettacolo - spiega il presidente Co.F.As. Luciano Zendron - assolve a quel compito di testimonianza civile che la Federazione da anni cerca di interpretare, ma rappresenta anche un momento collettivo, capace di coinvolgere interpreti
appartenenti a Filodrammatiche provenienti da più parti del Trentino, facendosi momento di aggregazione capace di indicarci come la cultura possa divenire un fattore decisivo nella crescita del territorio e di chi vive e opera in esso.»
Ingresso gratuito
È consigliata la prenotazione presso la sede Co.F.As. in via Lunelli, 13 a Trento (tel: 0461/237352) in orario 8.30. – 14.30 fino a venerdì 27 oppure nel fine settimana, chiamando il seguente numero di cellulare: 333 7959126.