De nuict mon coeur

Musica , Musica classica
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Pascal Rousseau, basso tuba - Bruno Rattini, organo

"DE NUICT MON COEUR" | Conversazioni notturne tra antico e moderno

Il duo Travel Inspiration è esplorazione continua fatta di improvvisazioni e lazzi musicali, con qualche cenno compiaciuto a Donatoni ma anche a Frescobaldi, Cage, Bussotti, dalla musica delle sfere a quella dell’atomo, dal canto delle balene al ronzio del moscerino... È una finestra aperta sulla comunicazione tra esseri umani, sul rapporto tra spirituale e concreto. Gioco di tubi, dal soffio dell’organo e della tuba a quello dell’anima, Travel Inspiration è complicità di cuore e di gioco, dalla virtuosità strumentale alla creazione organica, dal silenzio meditativo al riverbero delle nostre chiese. Rattini e Rousseau vi faranno viaggiare con il corpo e con la mente.

Il concerto di questa sera prevede un dialogo con il salterio di Ginevra, raccolta cinquecentesca voluta da Calvino contenente i salmi di Davide (alcuni dei quali tradotti in francese dal celebre poeta Clément Marot) su melodie di autori anonimi. Ascolteremo alcune fra le armonizzazioni a quattro voci di Claude Goudimel, Clément Janequin e Jan Sweelinck, gettando ponti tra il suono antico e il respiro del nostro tempo. 

Curricula

Pascal Rousseau ha studiato tuba classica e contemporanea al Conservatoire National Supérieur di Parigi, dove ha frequentato anche la classe di improvvisazione di Alain Savouret e Rainer Boesh. Ha intrapreso molto presto una carriera nella musica classica, nel jazz, nella canzone francese, nella danza, nel teatro e nell’arte di strada, che lo ha portato a esibirsi sui più grandi palcoscenici europei, nonché a Mosca, Montreal, Tokyo e Bangkok. Si è distinto al fianco dei più grandi ensemble e solisti e nei più importanti festival: Donaueschingen, Rendez-vous de l’Erdre, EuropaJazz, Festival di strada di Bangkok, Festival di strada Juste pour Rire di Montréal, ecc. La sua straordinaria capacità di adattamento e il suo desiderio sempre rinnovato di praticare al massimo livello tutti i generi musicali fanno di Pascal Rousseau un tubista fuori dal comune.

Bruno Rattini, trentino e franco-italiano, ha iniziato a suonare sotto la guida del padre. Si è diplomato in organo nei conservatori di Trento e Vicenza, per poi proseguire gli studi a Parigi, al Conservatoire National Supérieur, in armonia, contrappunto e fuga. Da sempre pratica l’improvvisazione, che ha inizialmente studiato attraverso forme classiche con Pierre Pincemaille (Premier Prix al conservatorio di Saint-Maur), sviluppando in seguito linguaggi sperimentali aperti ad ogni tipo di estetica (senza escludere il jazz). Si interessa al dialogo tra le arti e collabora regolarmente con la danza, la pittura, il teatro e la poesia. Studia la parola ed il ritmo nell’ambito di un dottorato di ricerca sulla poesia veneziana settecentesca (Sorbonne Université, università di Padova).

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LA RASSEGNA

"L'organo è uno strumento di nicchia, obsoleto, costoso, troppo legato alla liturgia, non attrattivo per i giovani, fossilizzato su una letteratura grandiosa, ma datata, apprezzata soltanto da pochi, canuti e seriosi appassionati."

Sono considerazioni che capita di ascoltare, fuori dal nostro ambiente: giudizi in parte comprensibili, ma certamente affrettati, che non rendono giustizia ad uno strumento che ha ancora grandi potenzialità da esprimere e che, liberato dai preconcetti nei quali spesso gli stessi organisti, per pigrizia o timore, lo tengono imprigionato, ha ancora molto da dire e da dare, anche ai giorni nostri.

L'organo a canne si può definire una macchina, dotata di molte fonti acustiche - fisiche, non sintetizzate elettronicamente - in grado di produrre una vastissima gamma di timbri e volumi sonori, comandata da un solo operatore. Considerato come tale e spogliato di ogni stereotipo, con buona approssimazione l'organo può dar voce ad ogni genere di musica; il fatto che la tradizione lo abbia caricato di un ruolo così importante, qual è quello di strumento per il culto cristiano - ruolo che, beninteso, gli calza a pennello - non è motivo per cui lo si debba per forza escludere dalla musica che sta oltre i suoi abituali confini.

Il Festival Organistico Internazionale "Città di Trento", da alcune edizioni, si è prefisso lo scopo di raggiungere, oltre che l'affezionato, consueto pubblico, anche quella parte di ascoltatori che non lo conosce, e che se ne tiene lontana spesso proprio per i retropensieri che citavamo in apertura.

Chi lo ritiene uno strumento per anziani, potrebbe stupirsi nel vedere e sentire, tra aprile e maggio, molti giovani talentuosi, allievi o ex allievi dei conservatori italiani, esibire il frutto di tanto studio e tanta passione.

Chi ama il cinema, certamente apprezzerà il capolavoro di Buster Keaton "The Navigator", accompagnato dalla voce dell'organo della Sala della Filarmonica - luogo ideale per un evento di questo tipo - con una colonna sonora interamente improvvisata da uno dei massimi esperti del settore.

Chi ritiene superata e irrigidita la letteratura organistica, potrebbe ricredersi ascoltando le spumeggianti trascrizioni che verranno eseguite a Mattarello sull'organo storico Agostini.

Chi pensa che dopo Messiaen non si sia scritto più nulla per "il re degli strumenti", cambierà opinione dopo aver ascoltato le mirabolanti, nuove e già famosissime creazioni che verranno eseguite dall'autore stesso in Santa Maria Maggiore.

Chi non conosca il mondo dell'improvvisazione, o che ritenga che l'organo sia uno strumento essenzialmente solipsistico, al più adatto ad accompagnare un coro o un'assemblea di fedeli, ci ripenserà, dopo aver ascoltato lo strumento della Badia di san Lorenzo, accostato nientemeno che al basso-tuba, in un abbinamento in grado di produrre suoni nuovi, combinazioni raramente ascoltate, forme musicali inedite e sorprendenti.

Chi crede che soltanto la musica "colta" si addica all'organo a canne, smetterà di pensarlo dopo aver ascoltato, in Filarmonica, suoni elettronici di nuovissima generazione, combinati con quelli, "naturali", dello splendido Vegezzi Bossi-Mascioni, che ci è tanto invidiato dai colleghi italiani.

Chi ama il confronto di opinioni, apprezzerà, in Filarmonica, l'organo accostato al pianoforte, in una serata a due nella quale uno stesso tema sarà affrontato da due notissimi improvvisatori, i quali lo osserveranno da opposte angolazioni, dando vita a creazioni antitetiche, a partire da una stessa idea musicale.

E per chi ama le arti figurative? Nell'ultima serata, in San Francesco Saverio, ricorderemo padre e figlio Lyonel e Laurence Feininger, artisti e studiosi poliedrici, all'insegna del Bauhaus - la famosa scuola tedesca, fucina di idee innovative, che vide Lyonel tra i suoi fondatori - e sotto l’egida di Bach, genio che entrambi i Feininger venerarono e omaggiarono, con le loro particolarissime composizioni.

Inauguriamo, con questa ventunesima edizione, una stretta collaborazione con la Fondazione Filarmonica, che prende corpo ufficialmente, ma che lavora sottotraccia da ben venticinque anni, dopo il restauro del citato, prezioso strumento che troneggia in Sala dal lontano 1907 e che non mancherà di emozionarci, dopo più di un secolo, con i suoni di una tradizione che vive perché sa rinnovarsi e fiutare lo spirito dei tempi.

Costi

Ingresso libero e gratuito