Gran Teatro Italia. Viaggio sentimentale nel paese del melodramma
Il giornalista, scrittore ed esperto d'opera Alberto Mattioli, che in dialogo con Cecilia Gasdia, sovrintendente della Fondazione Arena di Verona, e Fabio Larovere, giornalista e critico musicale, presenta il suo libro
I teatri in generale, e quelli d’opera in particolare, esistono in tutto il mondo. Eppure soltanto in Italia sono qualcosa di più di un semplice luogo di spettacolo. Se in passato tra palchi e gallerie si indugiava per farsi notare, e nei ridotti si discuteva di politica e si giocava d’azzardo, ancora oggi i teatri si confermano il fulcro della vita civile e culturale di ogni città. Proprio per questo, suggerisce Alberto Mattioli, offrono la prospettiva migliore per osservare e cercare di comprendere l’Italia. In un ideale grand tour attraversiamo lo Stivale in tutta la sua lunghezza: dal Regio di Torino al Massimo di Palermo, dai velluti rossi della Scala di Milano alle pietre dell’Arena di Verona, dai palchi dei minuscoli teatri storici marchigiani alle ampie sale del San Carlo di Napoli, per scoprire come le storie si mescolano alle leggende per fondare miti, ma anche come cambiano i gusti e le abitudini del pubblico, che ruolo i loggioni hanno avuto in celebri debutti e in fiaschi clamorosi, quali grandi viaggiatori stranieri hanno amato i palcoscenici nostrani. Un paese che, tra mille campanili, nei riti del teatro d’opera ancora riesce a specchiarsi, a riconoscersi, a sentirsi unito.
Per l’occasione è allestita l’esposizione «L’opera italiana tra gli spartiti del Fondo Musicale S. Pozzini della biblioteca civica di Riva del Garda». L’evento è organizzato in collaborazione con l’associazione Amici dell’arte.
Gli ospiti
Alberto Mattioli è giornalista del quotidiano La Stampa. Esperto d’opera, tiene una rubrica su Classic Voice e ha collaborato con molti teatri e riviste italiani e internazionali. Ha scritto libri sia musicali che di costume: «Big Luciano. Pavarotti, la vera storia» (Mondadori, 2007), «Anche stasera. Come l’opera ti cambia la vita» (Mondadori, 2012) e «Meno grigi più Verdi. Con Gardzanti ha pubblicato «Come un genio ha spiegato l'Italia agli italiani» (2018), «Il gattolico praticante» (2019), «Pazzo per l'opera. Istruzioni per l'abuso del melodramma» (2020), «Un italiano a Parigi. Storia di un amore» (2021), «Va', pensiero» (2021), «Elisabetta. La regina infinita» (2022). È attivo nell'antica arte della scrittura del libretto d'opera con «La paura», «La rivale» e il recente «Raffa in the Sky» dedicato alla vita musicale di Raffaella Carrà, presentato al Donizetti Festival di Bergamo.
Cecilia Gasdìa è soprano e sovrintendente della Fondazione Arena di Verona. Ha frequentato sia il Liceo classico Scipione Maffei sia il Conservatorio Evaristo Felice Dell'Abaco, studiando arpa e pianoforte principale, ottenendo con quest'ultimo strumento il diploma con il voto 10 e lode, e canto lirico. Si è imposta all'attenzione generale vincendo il Concorso internazionale di voci Maria Callas della Rai nel 1980. Da quel momento diventa una delle più importanti interpreti del repertorio lirico, principalmente di quello definito di belcanto (Donizetti, Rossini, Bellini), alcuni ruoli di Giuseppe Verdi (Luisa Miller, Traviata, Rigoletto, Falstaff), Puccini (Trittico e Bohéme), non disdegnando il Novecento con The rake's progress di Stravinskij. Nel gennaio 2018 è nominata direttore artistico e sovrintendente della Fondazione Arena di Verona, prima donna a ricoprire tale ruolo nella storia della Fondazione e unica personalità artistica a ricoprire tale incarico in Italia.
Fabio Larovere, giornalista, scrittore, promotore di eventi culturali, in qualità di critico musicale ha collaborato e collabora con Giornale di Brescia, Bresciaoggi, La Voce del Popolo, Brescia Musica. È critico musicale per il Corriere della Sera, edizione di Brescia, e collabora con il mensile L'Opera, con International magazine e con il sito Connessi all'Opera. È responsabile dell'associazione Cieli Vibranti di Brescia, che cura installazioni di videomapping dedicati alle storie urbane, tra le quali quelle per la Notte di fiaba 2020 e 2021.
Ingresso libero