La causa dei vivi
Trento, 1475: il vescovo Battista de’ Giudici arriva in città su ordine del papa. Il suo compito è valutare il processo in corso contro la comunità ebraica cittadina, accusata di aver sacrificato un bambino cristiano in un infanticidio rituale: i capifamiglia sono stati giustiziati, mentre i loro domestici, le mogli e i figli sono ancora in prigione. Sebbene le prove siano lacunose e le confessioni siano state estorte con la tortura, il principe vescovo Johannes Hinderbach è determinato a concludere il processo il prima possibile: vuole che il piccolo Simonino diventi il santo martire di Trento. Battista de’ Giudici è così costretto a condurre la sua indagine in lotta con i depistaggi dei funzionari vescovili e con il fanatismo diffuso tra gli abitanti della città. La narrazione segue la sua progressiva presa di coscienza sulle profonde ingiustizie che si sono consumate e sull’innocenza dei prigionieri. Determinato ad aiutarli ben oltre il compito che gli è stato assegnato dal papa, trova aiuto in un umile sarto trentino e nella comunità ebraica della vicina Rovereto. Ma il più insperato e cruciale dei suoi alleati è Israel un giovane pittore vagabondo che, trovatosi coinvolto nell’accusa di infanticidio, si è convertito per sfuggire alle esecuzioni. I loro sforzi congiunti riescono però a mettere in salvo solo una parte dei prigionieri: mentre gli uomini sono giustiziati, le donne e i bambini sono rimessi in libertà in seguito a un battesimo forzato. Israel paga il suo coinvolgimento con la tortura e con la morte sul rogo.
Il romanzo ricostruisce il caso di Simonino da Trento (1475), una delle più note accuse di omicidio rituale rivolte alle comunità ebraiche europee. Attraverso una rigorosa ricostruzione storica, la vicenda affronta temi ancora attuali: la costruzione del nemico, la diffusione di stereotipi e false informazioni, l’uso politico della paura, il pregiudizio religioso e l’abuso del sistema giudiziario. La causa dei vivi propone una riflessione sul funzionamento dei meccanismi persecutori e sulla responsabilità collettiva. È un romanzo che dialoga con il presente senza forzature, mostrando come odio, propaganda e ricerca del capro espiatorio siano fenomeni ricorrenti nella storia.
ANNA GABRIELLA RUSCONI è nata nel 1997 a Milano, vive in provincia di Varese e lavora nella promozione editoriale. Si è laureata in Storia con una tesi sul caso di Simonino da Trento e le accuse di infanticidio rituale nelle comunità ebraiche; si interessa da allora di storia religiosa, sociale e di genere nell’età medievale e moderna. Ha pubblicato racconti e articoli. La causa dei vivi è il suo primo romanzo.
Per partecipare è richiesto un contributo di 3 euro a persona che verrà rimborsato in caso di acquisto del libro presentato.
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