Lo specchio del pellegrino
Martin von Bora, ufficiale dei servizi di controspionaggio della Wehrmacht, l’eroe stanco e irrisolto dei polizieschi storico-psicologici di Ben Pastor, è sul fronte orientale agli inizi dell’invasione tedesca dell’Unione Sovietica. Autunno 1941. È il fronte più terribile dei combattimenti, ed è anche il teatro macabro delle operazioni contro ebrei e civili degli squadroni della morte, i famigerati Einsatzgruppen. Da Brjansk nella Russia europea, il suo comando lo spedisce a Odessa. C’è da indagare sull’uccisione del maggiore Alt, un giudice caduto in servizio mentre raccoglieva indizi sulle fosse comuni di un massacro nei dintorni della città sul Mar Nero. Il giovane capitano di cavalleria non è entusiasta di andare, ma la sua riconosciuta abilità di investigatore e la sua lealtà lo obbligano. I nemici di Martin sono due, i rossi dell’Armata sovietica e un avversario insidioso e nascosto, che gli instilla dentro il veleno del dubbio, del rimorso, della vergogna, a intossicare il suo in-flessibile senso dell’onore al giuramento prestato: sono le SS, e più estesamente tutti i fanatici di Hitler. Chi e perché ha ucciso Alt? Partigiani resistenti, il nemico sovietico, odessiti che hanno saldato dei conti precedenti del giudice con la città? Una difficilissima indagine che si svolge dentro un’atmosfera a due facce: da un lato la ferocia e l’ostilità dei falsi amici, dall’altro una città, benché invasa dai tedeschi e dai forse più crudeli romeni, ancora assetata di vita. «Una Napoli sul Mar Nero. Remota, insidiosa, attracco e luogo di esilio, città di bordelli e cantanti di strada, chiese e stranieri, sinagoghe, studenti, ballerine», la ritrova il Rittmeister von Bora, risvegliandogli ricordi d’infanzia sepolti.
Ben Pastor, scrittrice italoamericana, all’anagrafe Maria Verbena Volpi, nata a Roma ma trasferitasi ben presto negli Stati Uniti, ha insegnato Scienze sociali presso le università dell’Ohio, dell’Illinois e del Vermont. Oltre a Lumen, Luna bugiarda, Kaputt Mundi, La canzone del cavaliere, Il morto in piazza, La Venere di Salò, Il cielo di stagno, – ovvero il ciclo del soldato-detective Martin Bora (pubblicati da Hobby&Work a partire dal 2001 e poi da Sellerio) – è autrice di I misteri di Praga (2002), La camera dello scirocco, omaggi in giallo alla cultura mitteleuropea di Kafka e Roth (Hobby &Work), nonché de Il ladro d’acqua (Frassinelli 2007), La voce del fuoco (Frassinelli 2008), Le vergini di pietra e La traccia del vento (Hobby & Work 2012), una serie di quattro thriller ambientata nel IV secolo dopo Cristo.
Nel 2006 ha vinto il Premio Internazionale Saturno d’oro come migliore scrittrice di romanzi storici. Le sue opere sono pubblicate negli Stati Uniti e in numerosi Paesi europei.
Per partecipare è richiesto un contributo di 3 euro a persona che verrà rimborsato in caso di acquisto del libro presentato.
È consigliata la prenotazione da effettuarsi chiamando il numero 0464-755021, oppure scrivendo a info@libreriarcadia.com