Stefano Cagol entra nella collezione del Ministero dell’Ambiente della Germania

Un'opera dell'artista trentino scelta insieme a quelle di altri 5 artisti internazionali per il Bundesministerium für Umwelt  

[ Stefano Cagol]

“Entrare in una collezione ufficiale come quella di un ministero e riuscire ad ottenere questo grandioso riconoscimento in una nazione che non è la tua, anzi è la più forte d’Europa è una soddisfazione incomparabile e si somma al fatto che si tratta del Ministero germanico dell’ambiente, temi fondamentali per la nostra società, da me affrontati secondo il punto di vista dell’arte da molti anni”.

Con queste parole di soddisfazione l'artista trentino Stefano Cagol commenta l’ingresso di una sua opera nella Collezione del Ministero germanico dell’Ambiente, il Bundesministerium für Umwelt. L’occasione è stata quella del COP 23, la Conferenza sul clima delle Nazioni Unite. L'opera di Cagol è stata acquisita insieme a quelle di altri 5 artisti internazionali, l’austriaco Erwin Wurm, il giapponese Shingo Yoshida, la turca Nezaket Ekici, l’australiana Janet Laurence, e queste nuove acquisizioni sono state celebrate alla presenza del Ministro tedesco dell’ambiente Barbara Hendricks e di altri rappresentanti del Governo la sera del 2 novembre e attraverso un’esposizione speciale dal titolo “Verschwindende Landschaften/Landscapes of loss” curata da Constanze Kleiner e Rachel Rits-Volloch

Quella acquisita ed esposta è un’opera fotografica diasec tratta come video frame dall’opera video “Evoke Provoke (the border)” che nella cornice d’eccezione dello splendido cortile interno coperto del palazzo è stata presentata attraverso una monumentale video installazione su un cubo alto oltre 4 metri e immagini in movimento su ogni lato.

Si tratta di un'opera che riflette sulle conseguenze delle azioni dell’uomo sull’ambiente attraverso iconiche azioni nel gelo artico sul confine tra Norvegia e Russia. “Battezzata” dalla presenza della regina Sonja di Norvegia al Barents Spektakel che l’ha prodotta, è stata poi presentata alla Biennale di Venezia (in una mostra personale come evento collaterale alla Chiesa di San Gallo nel 2011) ed è già entrata in collezione di Museion Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Bolzano.

Fortunata per Cagol è anche la relazione con la Germania, dove tre anni fa ha vinto il Visit, il premio riservato all’arte dalla seconda compagnia energetica tedesca, la Innogy (prima chiamata RWE), e dove è stato protagonista quest’anno della grande apertura della villa di Colonia dove è nato il compositore Karheinz Stockhausen, trasformata in centro per l’arte e per la musica sperimentale con il nome di Haus Mödrath, e la mostra inaugurale curata da Veit Loers con artisti del calibro di Franz West, Thomas Zipp e Neil Beloufa.

Si chiude così un 2017 che ha portato Cagol in mostra anche al Palazzo Ducale di Genova, al Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Rijeka, al Museo Maga di Gallarate, al Museo Archeologico Nazionale di Adria e all’interno del programma “Scuola: spazio aperto alla cultura” del MiBACT Ministero dei beni e delle attività culturali. In contemporanea a Berlino Cagol è inoltre in mostra fino al 14 gennaio all’interno della mostra “La table ronde” a cura di Peter Ungeheuer presso Diskurs, sempre a Berlino.

Il sito del Ministero dell’Ambiente della Germania

Il sito del COP 23 sulla mostra in tedesco

(notizia da ufficio stampa Cagol)


08/11/2017

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