"Magazzino 18" arriva a Trento

Dopo oltre 180 repliche e 100.000 spettatori il recital civile di Simone Cristicchi tra giovedì 3 e domenica 6 al teatro Sociale 

«Chi lo sa qui dentro potreste trovare anche qualcosa di vostro, anche perché la storia che si nasconde qui dentro appartiene a tutti. È anche la vostra storia (…) Siamo al confine più a est d’Italia, esattamente nel porto vecchio di Trieste, e questo è il magazzino numero 18. È il 10 febbraio del 1947 quando il trattato di pace firmato dai potenti della Terra consegna alla Iugoslavia un’intera regione italiana. È quello il prezzo che l’Italia deve pagare per essere uscita sconfitta dalla seconda guerra. Anzi non l’Italia, a pagare sono gli italiani che da generazioni, e da secoli vivono in quelle terre. Prezzo altissimo che spinge all’esodo un’intera popolazione».

Siamo entrati così in Magazzino 18, lo spettacolo di Simone Cristicchi scritto con Jan Bernas, diretto da Antonio Calenda e accompagnato dalla Fvg Mitteleuropa Orchestra

Di questo da giovedì 3 dicembre (ore 20.30) a domenica 6 Cristicchi sarà al Teatro Sociale di Trento come autore e protagonista di Magazzino 18, un “musical civile” che dal debutto triestino dell’ottobre 2013 ha avuto oltre 180 repliche con un seguito di oltre 100.000 persone.

L’esodo giuliano dalmata è al centro di un monologo con il quale l’artista conduce all’interno del magazzino situato nel porto Vecchio di Trieste, un luogo simbolo in cui gli oggetti accatastati, aggrovigliati nel loro dolore dal torpore lento degli anni, sembrano riprendere voce e raccontare ciascuno la sua storia.

A tentare di ricostruire un filo logico ci pensa l’archivista Persichetti, inviato dal ministero a redigere l’inventario, uno dei diversi personaggi interpretati da Cristicchi che nello spettacolo alternerà recitato, musica, silenzi e rumore. Come quello di un bastone che batterà più volte pesantemente a terra mentre le note della “buca” si alzeranno e colpiranno nel profondo, facendo crescere il respiro degli spettatori.

Uno spettacolo difficile da dimenticare.

redazione

02/12/2015