Vivaldi on the rocks | I suoni delle Albere 2026

La canzone e i suoi sconfinamenti protagonisti sulla spiaggia urbana sul prato del MUSE, a Trento

Musica , Concerto di musica leggera , Musica classica , Musica jazz

Dal 24 al 28 giugno, cinque serate sotto le stelle tra Medioevo ed elettronica, rinascite classiche, pop e rock d’autore sul prato del MUSE punteggiato dalle sdraio colorate dell’Associazione Culturale Il Vagabondo.

Torna uno degli appuntamenti più attesi e suggestivi dell'estate culturale trentina.

Dal 24 al 28 giugno 2026, il prato del MUSE - Museo delle Scienze di Trento si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto per la nuova edizione de "I SUONI DELLE ALBERE", organizzata dall'Associazione Culturale Il Vagabondo in collaborazione con il MUSE.

Cinque serate consecutive a ingresso gratuito, con inizio programmato alle ore 21:00, dedicate all'esplorazione della forma-canzone e dei suoi infiniti e affascinanti sconfinamenti di genere.

Il filo conduttore di questa edizione è la voce umana, intesa come elemento di raccordo universale capace di legare epoche, geografie e stili apparentemente distanti:
dal Medioevo all’elettronica, dal Rinascimento al pop, passando poi per il Barocco, la canzone d’autore, il jazz e il rock più graffiante.

Nella magica atmosfera della "spiaggia urbana" sul prato del MUSE, il pubblico potrà abbandonarsi a un vero e proprio rito di inCANTAmento, accomodandosi sulle coloratissime sdraio messe a disposizione da il Vagabondo, o portando il proprio telo, per vivere un'esperienza d'ascolto intima, rilassata e condivisa.

In caso di maltempo tutti gli spettacoli si terranno al coperto, presso il suggestivo foyer del MUSE.

La sesta edizione del festival si inserisce nel cartellone culturale di Trento Aperta e delle Feste Vigiliane, con il contributo del Comune di Trento, Provincia Autonoma di Trento, in collaborazione con il MUSE e con il sostegno dello sponsor Grassi Strumenti Musicali.

Per maggiori informazioni e aggiornamenti sul programma, visitate il sito del MUSE , ilvagabodnoproduzioni.it e le pagine social dell'Associazione Culturale Il Vagabondo (facebook) e @ilvagabondoproduzioni (Instagram).

IL PROGRAMMA DELLA RASSEGNA

24 Giugno – VIVALDI ON THE ROCKS
Quartetto Archimia ( Serafino Tedesi – violino; Paolo Costanzo – violino, Matteo del Soldà – viola; Andrea Anzalone – violoncello)
Un cammino di contaminazione che abbatte le barriere stilistiche, muovendosi con disinvoltura tra classica, rock, jazz, pop e funky.
Gli strumenti ad arco del Quartetto Archimia nobilitano e rielaborano i grandi capolavori del passato e della contemporaneità: in scaletta, una celebre fuga a due voci di Bach riletta in chiave jazz, l'“Inverno” dalle Quattro Stagioni di Vivaldi ricomposto attraverso i linguaggi della samba, del funky e del rock, fino a iconici medley dedicati a Michael Jackson, al rock-blues anni '70 di Eric Clapton, a "Money" dei Pink Floyd e "Toxic" di Britney Spears.


• 25 Giugno – FEDRA
Simona Severini (voce e chitarra), Daniele Richiedei (violino, viola e voce), Giulio Corini (contrabbasso e voce)

Un trio dall'approccio spiccatamente creativo, libero da etichette e barriere. L'ensemble Fedra esplora la sottile linea di confine tra il jazz e la musica antica, muovendosi lungo un repertorio immenso che abbraccia quasi 600 anni di storia della musica: da Claudio Monteverdi a Lucio Dalla, da Duke Ellington a Nick Drake, da Orlando di Lasso fino a Joni Mitchell. Momenti di pura improvvisazione si alternano ad arie e canzoni dagli arrangiamenti minimali, capaci di svelare una luce inedita sui brani mettendone in risalto l'innata forza melodica.


• 26 Giugno – FABER, L’ULTIMO TROVATORE
I Solisti di Milano Classica. Con: Daniele Stefani, Rossella Raimondi.
Da un’idea di Claudia Brancaccio. Drammaturgia: Rossella Raimondi.

Cosa accade quando un ensemble classico incontra l’arte immortale di un poeta come Fabrizio De André? Lo spettacolo esplora, insieme all'attrice e autrice Rossella Raimondi, il legame profondo tra il cantautore genovese e i “classici” della musica e della letteratura che ne ispirarono la produzione: dal concerto per tromba di Telemann (da cui nacque "La Canzone dell’Amor Perduto") ai Vangeli apocrifi, da Jacopone da Todi alla Francia di Villon e dei poeti maledetti, fino all’Antologia di Spoon River. Un ritratto intimo e originale che regala una raffinata versione cameristica delle sue splendide canzoni.


• 27 Giugno – PARLAMI D’AMORE MARIÙ
La Piccola Orchestra Lumière, Andrea Aste (Direttore), Luca Bodini (tenore), Sara Gozzi (voce pop), Martina Ghibellini e Silvia Balzarin (vocalist).
Arrangiamenti: Nicola Segatta.

Un viaggio nostalgico e originale tra le più celebri canzoni italiane scritte a cavallo tra la fine dell’'800 e gli anni ’50 del Novecento. Il compositore Nicola Segatta ha ridotto le orchestrazioni originali per grande orchestra e big band in un idioma musicale sospeso tra tradizione e modernità. Il concerto propone così un'affascinante alternanza tra la tradizione melodica napoletana e il melodramma, e le suggestioni pop, jazz e swing, affidate al talento improvvisativo dell'eclettica Piccola Orchestra Lumière.


• 28 Giugno – FRAGILI MITI (Fragile Myths)
Olmo Chittò (sintetizzatore modulare, tastiere, live electronics, vibrafono), Giovanni Parrinello (voce, tromba, chitarra, tuba, loop station), Alessandro Ruocco (contrabbasso), Francesco Bosio (chitarra elettrica).
Un progetto di Olmo Chittò e Giovanni Parrinello.

La rassegna si chiude con una performance elettroacustica dal vivo che intreccia mito, poesia e avanguardia sonora. Una profonda riflessione sulla fragilità umana, intesa al contempo come vulnerabilità e forza interiore. Il paesaggio sonoro si fa ibrido: l'elettronica ambient e glitch sposa armonie jazz e richiami alla musica antica, da Claudio Monteverdi al beatmaking contemporaneo. Musica, voce, live electronics e narrazione si fondono senza soluzione di continuità, trasformando il concerto in un vero e proprio rituale collettivo.


Costi

ingresso libero e gratuito

in caso di pioggia: foyer del MUSE


organizzazione: Associazione culturale Il Vagabondo